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omegna municipio
ROMA – 12.04.2015 – Sull’Italia spira il vento del cambiamento, da concludere con la fusione “a freddo”, concetto che arrovella la scienza ma che piace al governo. Nei giorni scorsi è stato pubblicato il piano della spending review dell’ex commissario Cottarelli, che fissa in 5.000 il numero minimo di abitanti per comune, una riforma che stuzzica l’esecutivo.

Diamo per buona la riforma e vediamo come si potrebbe ridisegnare il Vco partendo dai dati Istat e tralasciando che Seppiana e Viganella hanno già dato corso alla fusione in Borgo Mezzavalle. Non avrebbero problemi Verbania (31.000), Domodossola (18.300), Omegna (15.600), Gravellona (7.800), Villadossola (6.800), Cannobio (5.100) e Stresa (5.002), cioè 7 comuni su 77. Sarebbero fuori di pochissimo Baveno (4.989) e Crevola (4675). Ventitré centri di medie dimensioni – tra mille e tremila abitanti – dovrebbero guardarsi intorno per allearsi, mentre per i 45 che non raggiungono nemmeno le tre cifre non c’è speranza.

Iniziamo dal Cusio, dove tutti i comuni del Vco al di fuori di Omegna e Casale Corte Cerro sommati fanno 4.665 e, quindi, dovranno scegliere se andare con l’una o con l’altra, tranne nel caso che Casale non si riunifichi con Gravellona, di cui è stata la “madre” e rischia di diventare “figlia”.

Detto di Borgo Mezzavalle e dell’annunciata (nella volontà) fusione Domo-Villa e premettendo che una riforma seria dovrebbe anche tener conto di dimensioni e densità demografica, azzardiamo qualche previsione. La Val Cannobina, 1.135 anime, non può che andare sotto Cannobio. Facilmente anche Trarego e Cannero, che farebbero salire la popolazione a quasi 7.500. A Oggebbio e Ghiffa toccherebbe scegliere tra l’alto lago e Verbania.

La collina verbanese, da Arizzano a Premeno, non arriva a 5.000 (4.727 anche con Bèe e Vignone), così come la Valle Intrasca (382) e tutti gli altri centri circostanti (Cambiasca, San Bernardino Verbano, Cossogno, Miazzina) che fanno 4.429. Due le soluzioni: un maxicomune sui confini dell’ex Comunità montana Val Grande o il passaggio sotto Verbania, di tutti o alcuni.

In Ossola la Val Vigezzo è tranquilla, con (7.931) o senza (6.281) Trontano. Lo stesso non si può dire per la Val Anzasca che, Piedimulera compresa, fa 4.023; le valli Antigorio-Formazza (3.383) e la Valdivedro (2.304), a meno che non si uniscano o abbraccino Crevola. La Val Antrona tutta, 1.197 residenti, andrà per forza con Villa, così come Bognanco (218) con Domo.

Sul lago Belgirate gravita su Stresa, Brovello e Gignese anche a meno che non ci sia un super-Vergante con i centri del Novarese, Baveno dovrà guardarsi intorno per un’alleanza “forte”. C’è poi tutta la partita della piana del Toce. La geografia permette diversi abbinamenti. Le scelte, se e quando si faranno, si giocheranno molto sulla politica, sull’affinità degli amministratori e nell’ottica di riequilibrare i “pesi” tra i comuni. Tanto per fare un esempio, chi reggerà l’Ossola inferiore tra Vogogna (1.732 abitanti) e Pieve Vergonte (2.633)?

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