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castello di miasino

AMENO-15-06-2017- Si chiama “Castello Ritrovato” il progetto che superato la prima selezione, assieme ad altri due, relativa alla Manifestazione d’interesse per la concessione in uso del Castello di Miasino emessa dalla Regione Piemonte.  In attesa del bando di concorso definitivo, non ancora uscito, il gruppo che ha realizzato il progetto (che ha battezzato così anche se, precisa, non è detto che sarà il nome definitivo del progetto) lo ha presentato lo scorso martedì 13 agli organi di stampa ed al pubblico, nella biblioteca di Ameno, al piano terra. Il paese, confina con il comune di Miasino, dove ha sede il castello. Entrambi i sindaci hanno seguito le operazioni di “riconsegna” al pubblico di questo bene, seguendone gli sviluppi ancora oggi.  Alla serata era presente il primo cittadino di Ameno, Roberto Neri. Le realtà che si sono unite per la realizzazione del progetto sono: cooperativa Raggio Verde, cooperativa A&I, cooperativa Divieto di Sosta, Associazione Bio Novara e Oca Mannara, Associazione Terre tra i Laghi, Associazione Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone, Associazione La Finestra sul Lago, Associazione Flyzone. “ Il tema del nostro progetto, che la Regione ha ritenuto perfettamente aderente alle linee di indirizzo, è legato alla  valorizzazione e la riqualificazione del bene confiscato alla criminalità organizzata, quale luogo di promozione culturale e sociale, di sviluppo del territorio e della sua economia, di opportunità di lavoro e formazione, di accrescimento e diffusione di una cultura della legalità”- hanno detto i componenti del gruppo. Il Castello di Miasino è una villa edificata tra il1867 e il 1889 su progetto di Eugenio Linati. La villa fu voluta come residenza di campagna sulle alture del lago d’Orta, accanto alla villa dell’amico Agostino Bertani (1812-1886), dal Marchese Paolo Solaroli di Briona (1821-1878). Nel corso degli ultimi anni, questo patrimonio è stato sottratto alla fruibilità collettiva, divenendo un bene emblema del potere derivante dalla criminalità e dall’illegalità. Nel gennaio 2017 la Regione Piemonte, nel frattempo divenuto l’ente proprietario del bene, mediante avviso pubblico ha sollecitato la presentazione di manifestazioni di interesse legate alla gestione del bene coerentemente con le proprie linee guida. Nelle intenzioni della Regione il Castello dovrebbe diventare un luogo di produzione di reddito, valore, spirito di cittadinanza, legalità, aperto al territorio. L’idea di fondo è fare del Castello un luogo di coesistenza, interdipendente, tra dimensione ecologica sociale ed ambientale. Con azioni, ad esempio, di catering, affitto dello spazio, somministrazione di prodotti locali realizzati dai partner e anche coltivati in loco. In pratica dimostrare la piena sostenibilità di un luogo dov’è possibile far convivere in modo armonico attività, pubblici e anime differenti di fruizione e utilizzo del bene. Altre e più dettagliate informazioni si possono avere scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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