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compleanno 100 ameno
AMENO- 14-02-2021 -- A chi le chiede il segreto per aver raggiunto i suoi meravigliosi 100 anni, la signora Ines regala una bellissima risposta: “Sono arrivata fino a 100 anni, sempre sorridente, non prendo nessuna medicina, sto benone, la testa è lucida, a volte dimentico qualche particolare, ma ragiono ancora bene, le mie gambe non sono più forti come una volta, ma qualche passetto ancora me lo fanno fare, sono serena e felice…il segreto? La mia mamma diceva sempre che le parole che possono infastidirci, bisogna farle entrare da una parte e uscire dall’altra, non arrabbiatevi, godetevi la vita che è bella e fate come me, coltivate le vostre passioni e divertitevi!”.
 
Venerdì 12 febbraio la signora Lana Ines ha compiuto 100 anni e alla casa di riposo S. Antonio Don Orione di Ameno dove è ospite, l’importante traguardo è stato celebrato con una piccola festa.
 
A causa della pandemia da Covid19 non è possibile ospitare all’interno delle strutture familiari ed amici per condividere con loro queste occasioni  speciali ma nonostante la difficile situazione, la voglia di regalare ai festeggiati un momento indimenticabile non manca e quindi, sempre nel rigoroso rispetto delle regole anti contagio, gli ospiti della casa di riposo di Ameno vengono sempre festeggiati e  viene anche regalata loro la possibilità di connettersi in remoto con il mondo esterno riacquisendo così, almeno in parte, il senso sociale della condivisione.
 
Nata a Varallo Sesia il 12 febbraio del 1921 da mamma Maria Maddalena Lana, Ines è stata cresciuta solo dalla mamma, una donna coraggiosa e determinata  che, ingannata da un uomo che diceva di amarla ma che in realtà aveva già una famiglia, non si è mai persa d’animo e una volta scoperto l’imbroglio di quell’uomo ha deciso di portare avanti da sola la gravidanza e crescere con le sole sue forze la bambina.
 
Ines ha frequentato la scuola fino alla 5° elementare, le piaceva studiare ma era necessario aiutare in casa e così, terminata la scuola, ha iniziato subito come operaia presso il lanificio dove lavorava la sua mamma.
Fin da piccola Ines ha fatto parte della corale parrocchiale e oggi racconta così il suo amore per il canto, una delle sue passioni: “Avevo una voce che non passava inosservata, cantavo da soprano esibendomi in piccoli pezzi in assolo. La mia dote fu notata da una famiglia benestante del paese che, non potendo avere figli, mi avrebbe adottata per permettermi di coltivare questa passione. Io non accettai, non era giusto abbandonare la mamma dopo che aveva fatto tanti sacrifici per crescermi, anche se avrei potuto realizzare un grande sogno. Il canto non era il mio unico divertimento, amavo il teatro e facevo parte di una piccola compagnia teatrale dove mi dilettavo ad interpretare vari ruoli… La passione più grande di tutte è stata il ballo, amavo ballare il liscio e appena ve ne era l’occasione, “scappavo” in balera, portando sempre con me un paio di ciabattine perché ballavo talmente tanto da farmi venire le vescichette sui piedi. Durante una serata danzante conobbi Mario, tra noi ci fu subito una gran sintonia e proprio tra un passo di valzer e uno di mazurca nacque un grande amore.
 
Mario abitava a Scopelle, aveva qualche anno più di Ines e faceva il muratore, Ines rimase incinta e i due si sposarono:  “Indossavo un bell’abito grigio chiaro con un lungo velo dello stesso colore, mentre lui mi attendeva sull’altare della Chiesa Parrocchiale Madonna Incoronata di Varallo Sesia -racconta con limpida lucidità Ines- . A giugno del 1954 nacque Gilberto, il nostro primo figlio e dopo qualche anno arrivò anche Gianmario;  eravamo una bella famigliola, lavoravamo e appena potevamo andavamo a ballare lasciando i bimbi con la nonna. Mario trovò poi lavoro a Quarna Sotto così decidemmo di trasferirci e affrontare insieme questa nuova avventura; io presi in gestione il circolo e Mario aveva ingranato bene con il lavoro, decidendo di mettersi in proprio e quando i ragazzi crebbero andarono a lavorare con il papà…”.
 
Venerdì la signora Ines è stata festeggiata con una bella torta, colorati mazzi di fiori, una targa commemorativa donata dalla direzione della casa di riposo e una video chiamata che le ha permesso di sentire l'amore e il calore della sua famiglia.
 
r.a .
 

 

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