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report rai

ROMA - 06-01-2021 -- Il lago d'Orta protagonista, suo malgrado, della puntata di Report di lunedì scorso, dedicata alla trattativa Stato-Mafia e a quel complesso quanto ancora oscuro periodo della storia italiana funestato dalle stragi mafiose e dagli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ad aver tirato in ballo Omegna e Orta è stato Salvatore Baiardo, ex gelataio a Omegna, uomo prossimo ai fratelli Graviano (killer vicini a Totò Riina), dei quali Baiardo favorì la latitanza. Come in trasmissione ha puntualizzato il direttore centrale dell'anticrimine alla Polizia di Stato, Francesco Messina. Baiardo, che oggi vive in Lombardia, ha accennato a diversi incontri svoltisi sul lago d'Orta nel 1991 con i Graviano. L'oggetto? "Investimenti" ha poi spiegato Messina.

E' un altro rendez-vous citato da Baiardo a colpire sopra ogni cosa: il "grosso incontro" ad Orta a cui parteciparono uomini dei servizi segreti e della mafia sull'agenda rossa di Paolo Borsellino. L'agenda che conteneva gli esiti delle indagini svolte dal magistrato nei 57 giorni seguiti alla morte di Falcone; e che negli istanti immediatamente successivi alla strage di via D'Amelio, qualcuno provvide a far scomparire dalla 24 ore che il magistrato portava con sè.

L'agenda rossa, che secondo Baiardo è in diverse mani (in più copie) oggi è un simbolo della lotta alla mafia, cercata come il "sacro graal" da tutti coloro che vorrebbero fosse fatta piena luce sui fatti di quegli anni. Partendo proprio dalle intuizioni di Borsellino, e da quella trattativa Stato-Mafia di cui si cercano prove certe, incontrovertibili.

 

 

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