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OMEGNA –08-09-2019 - "Agorà è una rassegna di cultura in piazza. In questa seconda edizione grandi nomi della cultura nazionale e internazionale presentano approfondimenti scientifici e filosofici sul tema “L’umano tra ragione e sentimento”. Siamo “animali razionali” e nello stesso tempo ricchi di passioni e sentimenti che possono mostrare dimensioni di inconsistenza tra loro e turbarci. L’essere umano da sempre necessita di strumenti per far fronte a una realtà, sempre più complessa, che pone grandi interrogativi sul futuro e, in generale, sulla felicità personale e sociale. L’intento di Agorà è di permettere a tutti di riflettere su grandi temi di interesse per crescere come esseri umani e, da lì, vivere con più consapevolezza di quanto ci circonda". Queste le parole dell’assessore alla cultura Sara Rubinelli riguardo alla rassegna Agorà, che sabato 7 settembre ha offerto al capoluogo cusiano un importante momento di riflessione e di costruzione della vita, per riuscire ad analizzare e a gestire le sfide della vita quotidiana. I lavori si sono aperti alle 11 con Graziano Martignoni, medico psichiatra e psicoterapeuta FMH, ordinario all’università elvetica SUPSI, che ha relazionato sul tema “I cavalieri neri nelle terre degli spettri. Passioni domate e passioni indomabili”, evidenziando come noi conviviamo con parti psichicamente non elaborate che si sono accumulate nel percorso della vita. "Sono le parti che più temiamo, “barbari” della nostra terra psichica, che tentiamo di allontanare da noi proiettandole fuori oppure esiliandole nella periferia di noi stessi. Tentativi vani perché essi un giorno o l’altro torneranno, appena le difese sociali e culturali si allentano, appena la nostra coscienza si assopisce". Nel pomeriggio invece è stata la volta del filosofo e psicanalista di origine argentina Miguel Benasayag, che ha esposto la sua relazione “Funzionare o esistere”: quale razionalità è possibile affinchè non annulli i corpi?”, sottolinendo come per molti secoli l’Occidente si sia costruito dietro il sogno di una razionalità totale, in grado di controllare gli affetti domare i corpi. "La nostra sfida consiste nella possibilità di partecipare alla produzione di una razionalità complessa che sa convivere con gli altri, le passioni, gli affetti. Se non saremo in grado di svolgere un simile compito, il pericolo sarà quello di cadere in oscurantismi irrazionali o di obbedire a macchine che ci spingono a funzionare contro ogni desiderio di esistere". Sono seguite poi la relazione di Beatrice Balsamo, docente di epistemologia della ricerca qualitativa, dal titolo “Oltre l’indifferenza: la sincerità” - sincerità che dalla etimologia significa “forza che fiorisce dall’originante e produce un dire e fare che rinnova, e quella dello psicologo e psicoterapeuta Saulo Zanetta, concernente le nuove passioni, nel corso della quale ha illustrato le mutazioni in atto nella nostra società dal punto di vista dell’Analisi Transazionale. Infine, a suggello della seconda giornata, il drammaturgo e regista Gabriele Vacis ha proposto una conferenza-spettacolo volta a spiegare i “Sette di Tebe” di Eschilo, suscitando un coinvolgimento diretto del pubblico a livello emotivo, accolto perciò con un fiume di applausi.

 

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