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OMEGNA - 15-05-2019  – Don Michele Valsesia, parroco dell’Ospedale Maggiore di Novara, è il protagonista del quarto appuntamento di School of Life, ciclo di eventi promosso dal Comune di Omegna per “dare un senso di orientamento e saggezza per la vita con l’aiuto della cultura”.

Intitolato “La qualità della vita”, l’intervento a calendario sabato 18 maggio, alle ore 15.30, presso il Forum Omegna, verterà su una prima parte di analisi “sapienziale” e “pedagogica” volta ad analizzare i momenti salienti che caratterizzano le diverse età della vita: dall’infanzia all’adolescenza, dalla maturità alla vecchiaia.

Per Don Michele Valsesia: "Sarà l’occasione per indagare passaggi quasi sempre caratterizzati da momenti di crisi più o meno profonda: l’adolescente che lascia il mondo dell’infanzia ma non ha ancora gli strumenti dell’adulto, l’individuo di mezza età che si ritrova a fare i conti con una parabola discendente, non solo nell’aspetto fisico".

Nella seconda parte dell’intervento si tornerà, invece, a sottolineare come non esista – in concreto e per alcuno – una qualità di vita “standard”, bensì un insieme di variabili da affrontare per passare da una “qualità della vita” a una “vita di qualità”.

Infine, il dialogo con il Parroco di uno dei pochi nosocomi che possiede una propria parrocchia interna (addirittura dal 9 gennaio 1603, per volere del Vescovo Carlo Bascapè), permetterà di spingersi verso un’ulteriore riflessione. "Da dieci anni – precisa Don Michele – svolgo l’attività di cappellano in un luogo di malattia e sofferenza che mi ha permesso di constatare come la qualità della vita determina la qualità della morte, con ciò intendendo che si muore bene se si è vissuti bene".  

Per Sara Rubinelli, Assessore Comunale alla Cultura: "Sul tema del cosa sia una “vita di qualità” oggi c’è molta confusione ed è difficile trascorrere la vita senza gestire le difficoltà che ogni età sembra porre. Inoltre, il tema di questo nuovo appuntamento di School of Life riporta al centro dell’attenzione anche le cure palliative e il Movimento Hospice fondato in Gran Bretagna nel 1967 da Cicely Saunders per affrontare in maniera strutturata i bisogni dei pazienti affetti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici finalizzati alla guarigione. Ringrazio fin da ora il Cappellano dell’Ospedale Maggiore di Novara per questo nuovo importante momento di confronto e riflessione su un passaggio della vita che ci riguarda tutti". (C.S)

 

 

 

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