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GRAVELLONA T. – 14.07.2015 – Gli rifilò uno schiaffone

sotto l’orecchio, poi gli si aggrappò al collo e solo con fatica venne estratto dall’abitacolo, ammanettato e fermato. A più di due anni di distanza da quella notte del 18 maggio 2013 il gravellonese Valerio Bianchi è a processo per lesioni a pubblico ufficiale. È accusato d’aver colpito uno dei due carabinieri della pattuglia che l’aspettava sotto casa per chiedergli conto di quanto accaduto poco tempo prima.

Quella sera, infatti, Bianchi fu protagonista di una furibonda rissa in un locale pubblico di corso Milano che mandò addirittura all’aria il palco sul quale un complesso musicale stava suonando dal vivo. Il titolare chiamò il 112 e sul posto arrivò una pattuglia dei carabinieri. Alla loro vista Bianchi si diede alla fuga in auto e dopo un breve e movimentato inseguimento i militari desistettero per paura di provocare incidenti. Tornarono al locale, raccolsero le testimonianze e poi si diressero verso la sua abitazione, sotto la quale l’aspettarono. L’aggressione avvenne quando il carabiniere di pattuglia si sporse nel finestrino per verificare che cosa stesse facendo l’uomo. Il carabiniere, visitato all’ospedale, ha riportato un trauma cervicale e ha avuto per un certo periodo problemi di udito.  

Per la rissa Bianchi, che quella sera era – raccontano i militari – visibilmente alticcio, è già stato processato. Ora è a giudizio per le lesioni provocate.

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