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vco lombardia forum

OMEGNA-09-10-2018 - Le ragioni del si e del no al referendum sul passaggio del Vco in Lombardia, sono state esposte con dovizia di particolari dai relatori presenti all’incontro organizzato dall’amministrazione comunale, su proposta del gruppo consigliare “Omegna si cambia”, lunedì 8 ottobre alle ore 21 presso il Forum. Ad introdurre la serata, le parole del sindaco, Paolo Marchioni, che ha sottolineato come sia importante informarsi su un tema così delicato che vede anche molti sindaci astenersi dal dare un giudizio aspettando di comprendere meglio quale risultato uscirà dalle urne il prossimo 21 ottobre. A confrontarsi l’ex senatore Walter Zanetta, presidente del comitato che ha raccolto più di 5 mila firme per l’avvio dell’iter referendario, il vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna, il sindaco di Borgomezzavalle e commissario della lega nord di Verbania, in sostituzione del senatore Enrico Montani e Vladimiro Di Gregorio, consigliere comunale di Verbania ed appartenente al Partito Comunisti Italiani VCO. Zanetta dopo aver descritto la storia degli ultimi decenni alla ricerca di maggiori libertà di questo territorio, appoggiandosi al libro “Milan l’è un gran Milan. Il VCO in Lombardia”, ha descritto come la possibilità di avere i canoni idrici ed altre agevolazioni rifacendosi alle relazioni che la Regione Lombardia ha con la provincia montana di Sondrio ed il racing che alla Lombardia viene assegnato, più alto rispetto all’intero Stato italiano, dovrebbe convincere facilmente i numerosi presenti a votare il “si” in maniera convinta. A rispondere alle affermazioni di Zanetta, è stato il vicepresidente Aldo Reschigna che ha descritto come non si possa affermare in assoluto che la Lombardia sia il bene ed il Piemonte sia il male anche perché a ben vedere ad l’IRAP in Piemonte è più bassa, senza aprire il capitolo molto delicato dell’assistenza socio-sanitaria che le due regioni gestiscono in maniera profondamente diversa. Reschigna ha concluso, mettendo in luce cometa fase di transizione del Vco da una regione all’altra che si aprirebbe all’indomani del 21 ottobre prevederebbe forti esborsi economici legati ad esempio al rifacimento totale dei piani regolatori. Di Gregorio ha confermato la posizione di boicottaggio al referendum, mentre Preioni ha affermato come sia comunque necessario, nel caso si rimanga in Piemonte, una più equa distribuzione delle risorse economiche. Interessante la posizione di Luigi Songa che nel suo breve intervento ha sottolineato come per molti anni il territorio ha avuto cariche importanti in Regione però questo non ha permesso il giusto riconoscimento e forse c’è da chiedersi se ci si giocato bene “le carte”.

Samuel Piana

 

 

 

 

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