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omegna si cambia dicembre2017

OMEGNA- 27-09-2018- Il gruppo "Omegna, si cambia!" interviene sul “caso” della Fondazione Cariplo che per diverso tempo non avrà un proprio rappresentante in Consiglio: “In questi giorni e diremmo tardivamente, qualcuno si è accorto che il nuovo regolamento della Fondazione Cariplo prevede, in alcuni casi, l’alternanza dei commissari provinciali addirittura a estrazione; un metodo che ci pare quantomeno discutibile...ma tant’è. Sfortuna vuole che la sorte ha determinato che nei prossimi 6 anni il VCO non avrà un suo rappresentante in Fondazione.

E’ vero che la filantropia e l’attenzione nei confronti dei bisogni delle comunità non dovrebbero conoscere confini, ma certamente per il nostro territorio è una grave perdita. Avere un interlocutore diretto che conosce pregi e difetti di una realtà complessa come la nostra sarebbe importante. E invece...Invece dovremo farne a meno! A dirla tutta anche altre fondazioni non prevedono esponenti del territorio (ad esempio la CRT), ma nella Cariplo c’eravamo.

Ora, di chi sia la responsabilità di questa situazione non è del tutto chiaro; forse la smania di voler ridurre e razionalizzare anche ciò che andrebbe mantenuto...forse l’indifferenza di qualcuno...forse ragioni che non riusciamo a immaginare. Ma che si sia distratto qualcuno è piuttosto evidente.

Non sappiamo se il commissario uscente sia intervenuto o meno o abbia cercato di sensibilizzare il territorio perché si potesse difendere…?! Forse si o forse no… Se ne avesse parlato il presidente della provincia o con altre istituzioni del territorio ci si poteva aspettare qualche reazione ben prima di oggi che i giochi sono fatti. Ma non è successo niente. O forse andava bene a tutti ?!?

Il punto è che per il VCO non è certo una carezza ma una sberla. Il punto è che la tanto osannata provincia azzurra che secondo molti meriterebbe ampi margini di autonomia, che è il vero motore del turismo per la regione (solo dopo Torino!), che in Piemonte vorrebbero conservare e in Lombardia conquistare, pare non sia così importante nei fatti!

Come già detto, il nostro gruppo non ha un’idea precisa sul referendum del 21 ottobre; però abbiamo la sensazione che Piemonte e Lombardia dovrebbero dimostrasi attenti sempre e non solo quando serve per mercanteggiare voti.

Le scarse premure nei nostri confronti rappresentano l’ennesima sconfitta della solita politica e ci domandiamo se non sia auspicabile che nei prossimi consigli regionali, piemontese o lombardo che sia, siano presenti uomini o donne provenienti da esperienze civiche, ma veramente civiche, come la nostra...?! Perché la voce della gente e delle comunità arrivi attraverso qualcuno non contaminato da logiche di partito.

Noi ci stiamo pensando seriamente, disponibili a collaborare con altre realtà civiche delle regione, qualunque regione, per costruire un percorso diverso. Seguiremo chi ci proverà o ci faremo promotori di un progetto chiaro e serio; portare il pensiero e le necessità delle nostre città in consiglio regionale...”

 

 

 

 

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