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GRAVELLONA TOCE- 14-12-2017- E’ scomparso domenica mattina all’età di 83anni Ennio Camona: l’ultimo picasass di Gravellona Toce. La notizia del suo decesso ha destato molta commozione, specie tra la vecchia comunità gravellonese e non solo per la professione di artigiano del sasso, peraltro, come lo era stata tutta la sua famiglia d’origine. Sposato con la moglie Alessandra, Sandra per gli amici, da cui ha avuto due figli Daniela, Donato e nipoti, Ennio era un artigiano del sasso gravellonese molto conosciuto e noto non solo nella comunità tocense. Con lui scompare un lavoratore, un artigiano del sasso, un’artista ma, soprattutto, un mondo di lavoro che insieme a molti altri picasass, già scomparsi, nella seconda parte del secolo scorso, ha contribuito con le proprie opere, monumenti e edifici, alla crescita economica e produttiva di Gravellona Toce. A testimonianza del suo forte sentimento verso il suo Paese nativo, Ennio Camona, nel 2012 in occasione dei festeggiamenti della festa patronale di San Pietro, nell’anno del 1° centenario del Comune di Gravellona Toce, ha donato una sua opera: una fontana in granito rosa, posta in bella mostra in centro città, a pochi metri dall’ufficio postale. Successivamente, ha voluto realizzare e donare un’altra opera: un monumento (posto in via Pedolazzi), per ricordare l’eccidio dei giovani partigiani, caduti nell’agosto del 1944, per mano dei nazifascisti sull’alpe Grandi. Per più decenni, dopo aver raggiunto la pensione, partecipava alle sagre, manifestazioni, fiere, feste patronali del Vco, senza dimenticare le molte iniziative espositive, tenute presso la Villa Albertini e in piazza del comune. Il picasass gravellonese, era anche, sempre con le sue sculture, presente alle molte manifestazioni, fiere e feste patronali del Vco. Ennio, fin da giovanissimo inizia ad apprendere la professione di lavoratore e artigiano del sasso, presso lo stabilimento Cirla, in corso Roma, dove peraltro, lavorava suo padre. Dopo alcuni anni dopo aver appreso la professione di picasass, lascia il lavoro e la sua città di nascita, per recarsi a lavorare in Svizzera. Con l’inizio del boom economico e la grande crescita dell’attività lapidea, si mette in proprio insieme al padre come artigiano. Mercoledì 13 dicembre sono stati numerosi i gravellonesi e conoscenti che hanno voluto partecipare alla funzione religiosa dei funerali, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, per stringersi ai familiari e porgere le condoglianze per la perdita del loro caro, e dare all’ultimo picasass gravellonese, l’ultimo saluto e augurarli un buon viaggio.

G.P.C.

 

 

 

 

 

 

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