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GRAVELLONA TOCE- 07-12-2017- Presentato martedì 5 dicembre, presso il salone della biblioteca civica F. Camona, gremitissimo di gravellonesi, tra cuii il primo cittadino Gianni Morandi, il vice sindaco Anna Di Titta, gli assessori alla cultura Roberto Birocco e alla istruzione Maria Cristina Franchi, il nuovo libro di viaggio in India “L’Oro e la Cenere”, scritto dal docente tocense e insegnante di storia dell’arte, presso l’istituto comprensivo Galileo Galilei, Enrico Magistris. Nel prendere la parola l’assessore alla cultura Birocco oltre a salutare l’autore del nuovo libro “L’Oro e la Cenere”, ha ringraziato a nome della giunta comunale e personale Magistris, per aver scelto di presentare il suo nuovo volume di Viaggi, presso la biblioteca comunale di Gravellona Toce. L’autore, invitato dal moderatore ha raccontato alcuni brevi episodi che ha caratterizzato il viaggio, compiuto insieme alla moglie, il figlio, la cognata e una coppia di amici toscani, nel 2011 in India. Lo stesso anno che scoppiasse il caso dei Marò. Pur dichiarandosi una persona timida ma, grazie al suo simpatico eloquio, ha narrato all’attenta platea di pubblico e amici, soffermandosi sui luoghi visitati, dove per molti secoli regnarono i Maharaja, Sultani, Re, Regine, Principi e Principesse. “Non sono un esperto, uno scienziato -ha tenuto a precisare Magistris- e neanche uno studioso di viaggi. Altri prima di me -ha aggiunto-, amici e conoscenti, sono andati e visitato l’India. Il mio rapporto con l’India però -sottolinea-, viene da molto lontano. Quando ero ancora piccolo e adolescente leggevo i fumetti e le fantastiche storie che, naturalmente erano inventate e i romanzi di Emilio Salgari”. Durante la serata di presentazione del nuovo libro, l’amica di famiglia e sindaco di Casale Corte Cerro, Maria Grazia Richetti, ha declamando alcune pagine del libro, regalando al pubblico una maggiore profondità e interesse poetico, alla narrazione dei personaggi, luoghi e costumi descritti nel grande viaggio di Magistris e famiglia, nell’antica terra dei Maharaja. Sollecitato dal moderatore e la lettura di alcuni paragrafi del libro dell’amica Richetti, l’autore si è soffermato a raccontare circa le usanze e i costumi in uso prima della nascita della Repubblica nel 1949, ancora presenti. “Usanze e costumi -ha ricordato Magistris- come il rito del Sati che, abolito dagli inglesi, imponeva alle vedove delle classi più alte: Re, Principi e Maharaja, a farsi bruciare insieme al cadavere dei loro mariti, è tuttora radicata per molti aspetti, tra la popolazione indiana. Il Sari invece, è il classico costume di colore arancione, ancora oggi viene portato dalle donne indiane, dando a loro una regalità stupenda sulla comunità indù”.

G.P.C.

 

 

 

 

 

 

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