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OMEGNA- 28-08-2017- Nella semplicità della tensostruttura dell’oratorio del Sacro Cuore

si è svolta questa mattina, intorno alle 12.30, la cerimonia di consegna del Francobollo d’Oro. Tre i destinatari: don Angelo Melloni, don Ugo Peretti e don Domenico Piatti. Una novità la consegna a tre persone, nella storia di questo riconoscimento nato nel 1990 da parte di Celeste Barducci, figura di riferimento della filatelia e numismatica in Omegna. Quest’anno, da 17 anni a questa parte, Barducci non ha presenziato la cerimonia per motivi di salute. Un doppio applauso lo ha ricordato e Valentino Valentini ha fatto le sue veci, chiamando e presentando le motivazioni dei tre premiati. Silenziosi i religiosi si sono dati disponibili per le foto di rito e per la consegna del premio.  La Commissione preposta per l’assegnazione del “Francobollo d’oro” presente all’iniziativa ha deciso di conferire il riconoscimento ai tre sacerdoti “che hanno svolto il proprio ministero ad Omegna in modi e tempi diversi, ma con un comune approccio segnato da umiltà e da una particolare capacità di entrare in sintonia con la gente. Secondo le rispettive sensibilità, hanno offerto in ogni occasione d’incontro e nell’ambito di ogni loro attività condivisione e speranza. Don Domenico Piatti, giunto a Bagnella da giovane prete, in sessant’anni di attività ha saputo edificare con modestia, discrezione, determinazione e costanza una comunità che lo ha affiancato e sostenuto nelle innumerevoli iniziative: dalla realizzazione di una nuova chiesa, al restauro della chiesa di San Bernardino, alla sistemazione del vecchio circolo bagnellese creando una struttura a disposizione della comunità. E’ stato promotore e tutt’ora sostenitore di sodalizi di grande valenza sociale, quali l’Associazione Donatori Midollo Osseo di Omegna e del Cusio e l’Associazione Volontari Ospedalieri. Don Arturo Melloni, nominato parroco di Crusinallo nel maggio del 1979, compie quest’anno 55 anni di sacerdozio. La sua attività tra la gente è sempre stata caratterizzata da una particolare vicinanza agli “ultimi”. Molte iniziative anche personali sono state intraprese con l’unico intento della solidarietà e di aiuto incondizionato al prossimo, sia esso appartenente alla propria comunità che esterno o “lontano”. Don Ugo Peretti, da vent’anni presente nella comunità omegnese, festeggia quest’anno cinquant’anni di sacerdozio. Persona schiva e riservata, cappellano dell’ospedale di Omegna, ha saputo offrire una presenza discreta ma particolarmente significativa accanto ai malati, ed agli anziani presso la Casa di Riposo “Massimo Lagostina”. Nella quotidianità e nella semplicità ha offerto una testimonianza dal punto di vista umano e spirituale. In modi diversi, secondo le rispettive sensibilità e nei propri ambiti di presenza, i tre sacerdoti hanno saputo donare alla comunità omegnese un apporto di umanità che sicuramente ha superato l’ambito della ministerialità sacerdotale, entrando nel cuore delle persone, che gli hanno riconosciuto stima ed affetto”.  Sono 27 i nomi nella storia del Francobollo d’Oro di persone o enti che si sono distinti per il loro impegno nel settore del volontariato. Solo un anno, precisamente nel 1994, è stato consegnato a due persone. “Sento il profumo di santità in questa cerimonia- ha detto sorridente ma serio Roberto Dossi, presidente del Comitato di San Vito. Io credo che ve lo meritiate con il cuore questo riconoscimento perché penso che ognuno di noi, quando ha avuto qualche necessità abbia trovato in voi quelle due parole di conforto che possono alleviare una situazione”.  Ringraziamenti sono giunti anche dal parroco don Gian Mario Lanfranchini e dal sindaco Paolo Marchioni. “Ho toccato con mano il legame che la comunità ha con ciascuno di voi- ha detto Marchioni. Aggiungo il mio ringraziamento personale e quello dei componenti dell’Amministrazione comunale. Voi rappresentate il legame della città con la religione cattolica, quindi con i nostri simboli e  la nostra religione”. Scroscianti gli applausi sono giunti da parte del pubblico presente che si è poi fermato, assieme ai religiosi, per il pranzo degli Omegnesi.

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