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OMEGNA - 20.05.2015 - Abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. Questi i reati per i quali il comandante della Polizia municipale di Omegna Remo Piumarta, è stato rinviato a giudizio. L’ha deciso il gip del Tribunale di Verbania nonostante due richieste di archiviazione da parte del sostituto procuratore Gianluca Periani. La vicenda risale agli anni 2008 2009. Secondo l’accusa, Piumarta, che all’epoca era vigile anziano e aspirava all’incarico di comandante, avrebbe ordito una sorta di complotto contro l’allora comandante Monica Bossi già comandante a Stresa, chiamata a dirigere il corpo di Polizia municipale e seguito delle dimissioni di Angelo Barbaglia (oggi direttore del CISS Cusio), non potendo individuare un'altra figura di comandante attraverso bandi e selezioni, a causa degli impedimenti legato al Patto di stabilità

Come detto i fatti risalirebbero a qualche anno fa; l'allora giunta guidata da Antonio Quaretta nominò Piumarta comandate, successivamente confermato dall'attuale esecutivo. Tema dell'inchiesta e quindi del provvedimento di imputazione coatta disposto dal giudice per le indagini preliminari Elena Ceriotti, non sono gli atti dell'amministrazione comunale, ma il percorso che avrebbe portato alla sua nomina.

In pratica l'attuale comandante avrebbe ordito una sorta di boicottaggio nei confronti della dr.ssa Bossi, scoraggiandola progressivamente a mantenere la propria funzione. Tutto questi coinvolgendo altri agenti, anche loro sottoposti a indagini e controlli, i cui presunti reati sono stati prescritti.

Il comandante Piumarta avrebbe anche cercato di aggregare una dipendente comunale, la quale si sarebbe rifiutata di accettare le presunte richieste di sostegno del comandante, divenendo conseguentemente obiettivo di varie azioni di “mobbing”, denunciate dalla dipendente stessa attraverso l'iniziativa legale del suo avvocato Giuseppe Russo.

La dipendente comunale si costituì parte civile, opponendosi alle due richieste di archiviazione del sostituto procuratore; e l'ultima resistenza al provvedimento ha portato ala decisione del gip di portare in giudizio Rema Pumarta, assistito dall'avvocato Alberto Beer convinto dell'innocenza del comandante.

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