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Omegna asl sala Saglietti

OMEGNA- 17-06-2017- Ogni volta che si entrerà in questa sala il pensiero andrà a direttore della diabetologia dell’Asl Vco, Giuseppe Saglietti, scomparso lo scorso aprile all’età di 58 anni . Porta infatti il suo nome la sala al piano terra dell’ala nuova di Palazzo Beltrami, sede della direzione generale dell’AslVco. Questa mattina, sabato, si è svolta una celebrazione del suo ricordo proprio in un luogo che lui frequentava spesso per convegni, corsi e presentazioni. Saglietti per anni ha lavorato presso l’ospedale “Madonna del Popolo” di  Omegna; dallo scorso dicembre era stato nominato primario presso l’ospedale “Castelli” di Verbania, nel reparto di Medicina.  Inoltre era uno appassionato di montagna e in anni recenti si era dedicato alla corsa. Tanti i colleghi e gli amici che hanno voluto ricordarlo prendendo a turno la parola mentre sullo sfondo della stanza venivano proiettate fotografie e filmati di interviste fatte in occasioni di convegni e inaugurazioni. Lo hanno ricordato per il sua disponibilità nei confronti dei pazienti “perché lui stava sempre dalla loro parte”. Ma anche la passione per il lavoro e per la ricerca, condotta sino all’ultimo giorno, come detto dagli amici  medici  Cosimo Colletta e Attilio Ardizzi con cui aveva dei forti legami e, come Ardizzi, ebbero modo di stargli vicino sino alla fine. Ma anche il suo essere un po’ “orso” più propenso a dire in faccia il suo pensiero, era un aspetto gradito. Lo ha rimarcato anche Maria Adelaide Mellano, medico  specializzato nelle cure palliative oltre che  sindaco uscente di Omegna, cresciuta a Crusinallo con Saglietti con cui ha condiviso  le scuole dell’obbligo e il liceo ritrovandolo poi nel medesimo ospedale, essendo lei medico anestesista. Toccante il ricordo della collega Flavia Cacciatori, medico presso la “Medicina” del “Castelli”, che a nome del reparto, è intervenuta per ricordare il medico cusiano. “Lo ricordiamo per le sue capacità professionali, per il suo entusiasmo. Non mancava mai una sua battuta scherzosa che alleviava i momenti di tensione che si verificavano in reparto. Giuseppe non si è mai tirato indietro e ha sempre lavorato senza sosta. Aiutandoci, sostenendoci e stimolando il nostro lavoro di equipe. Siamo convinti che lui con noi si sia trovato bene, come noi con lui. Questa sua energia positiva ci ha trasmesso una carica che ancora oggi è presente che speriamo non si esaurisca mai”. All’amico Marco Baldioli, farmacista in Omegna, il compito di raccontare la passione per la montagna, le aneddoti inventati per scongiurare il maltempo, la voglia di conoscere nuove cime al di là di ogni condizioni meteorologica  ma anche la passione per la buona tavola, le chiacchierate con gli amici. Chiamate a concludere la racconta di ricordi la moglie Maura e la giovane figlia Chiara, anch’essa laureata in medicina. Quest’ultima ha ricordato il padre- podista, con cui ha condiviso l’esperienza della Mezza Maratona il 19 aprile 2015. Poco propensa all’attività podistica Chiara ha ricordato la fatica di assecondare il padre che la volle al suo fianco in quella competizione, con duri allenamenti condotti nella pianura pavese dove, ai tempi, alloggiava come studentessa universitaria. La gioia di giungere alla fine della gara senza cedimenti ripagò i suoi sforzi a cui si aggiunse l’aver condiviso una bella esperienza con il padre, che non dimenticherà mai. “Era rimasto nell’animo il ragazzo che avevo conosciuto” - ha detto la moglie Maura, in conclusione, ringraziando i presenti e il direttore generale Giovanni Caruso. Abbiamo subito un colpo durissimo e grazie anche a queste vostre testimonianze troveremo la forza di andare avanti”. (l.p.) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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