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ospedale omegna
OMEGNA – 22.03.2016 – Dubbi e preoccupazioni.

A due giorni dall’assemblea pubblica del Forum sul futuro della sanità nel Cusio e del Coq come ospedale non esclusivamente ortopedico, i sindacati hanno incontrato l’azienda. Le notizie che escono dal vertice non sono positive perché è stato prospettato un ridimensionamento con dirette e naturali ricadute sul personale.

Il nodo di tutto non è l’ortopedia, ma ciò che le è cresciuto intorno negli anni. Il Coq era nato come un esperimento di sanità pubblica-privata per evitare la chiusura del presidio di Omegna. L’acronimo Centro ortopedico di quadrante individuava una specialità medica (l’ortopedia) e un’area geografica di riferimento (il quadrante Novara-Vco-Biella-Vercelli). In realtà il Coq, pur mantenendo questa vocazione, s’è mantenuto aggiungendo altre specialità mediche in convenzione con l’Asl. La Regione, però, varando la riforma della sanità le ha cancellate prevedendo per il Vco un solo ospedale, quello unico di Ornavasso, senza altri “sostegni”. Da qui le proteste della direzione del Coq per il venir meno delle condizioni di redditività dell’ospedale, le repliche dell’assessorato alla Sanità sul fatto che quelle specialità non siano scontate, le controrepliche della società che conferma come siano state sempre autorizzate.

Il dibattito parte da qui e, forse, se ne saprà qualcosa di più dopo l’assemblea pubblica. Intanto le posizioni politiche sono identiche e bipartisan: non si tocchi nulla finché non sarà attivo il nuovo ospedale unico di Ornavasso.   

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