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quaretta augusto
OMEGNA – 18.03.2016 – Continua a tenere banco

la questione sanità, la chiusura notturna del pronto soccorso cusiano e il futuro del Coq dopo le allarmate dichiarazioni del socio privato in risposta al taglio di alcune specialità extra-ortopediche chiesto dalla Regione. Nel dibattito registriamo questa lettera aperta di Augusto Quaretta, ex sindaco di Quarna Sopra e ai tempi presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl Vco.

L'ospedale di Omegna torna alla ribalta e purtroppo per questioni complicate e difficili che di tanto in tanto si ripresentano senza mostrare alcun rispetto nei confronti della comunità e della storia dell'ospedale stesso! È stato spiegato che tecnicamente la chiusura notturna del Pronto Soccorso non sarebbe un dramma e che, anzi, si prevederebbero soluzioni addirittura più adatte a gestire le emergenze. È stato detto e scritto che l'ospedale di Omegna non si sarebbe ancora dato quella  super-specializzazione che lo renderebbe più compatibile con la riorganizzazione sanitaria del territorio e allora bisognerebbe metterci mano. Una riorganizzazione sanitaria di cui si parla da almeno 10 anni e che al di là di qualche piccolo intervento, mai è stata davvero avviata. L'ospedale Madonna del Popolo è stato il primo ad essere sacrificato attraverso la soluzione pubblico-privata perché ci è stato detto che era l'unico modo per salvarlo. Tutti (o quasi) ci abbiamo creduto e abbiamo sperato che la disponibilità dei cittadini del Cusio che hanno sempre contenuto le proprie reazioni e che raramente sono scesi in piazza, sarebbe stata ripagata con un po' di rispetto. E invece... Invece oggi vengono chiesti ancora sacrifici e comprensione. Ma a tutto c'è un limite e questo limite è già stato superato da un pezzo.

Per quello che hanno sopportato e subito la comunità e il personale ospedaliero nel recente passato oggi più che mai bisognerebbe invertire la tendenza e dare quei segnali di attenzione di cui Omegna e il Cusio avrebbero diritto. Il nostro ospedale è l'unico dell'ASL VCO a produrre utili; è l'unica struttura sanitaria di confine che potrebbe concorrere a contenere e recuperare la mobilità passiva di chi preferisce andare direttamente a Borgomanero se non a Novara.

D'altra parte altrove tutto prosegue come niente fosse al di la delle intimazioni di creare un solo DEA o una sola maternità. E per la prima volta mi sembra di comprendere fino in fondo le resistenze delle altre zone del VCO. Fino a quando non ci sarà l'ospedale unico, di cui sono sempre stato e continuo ad essere convinto sostenitore, non si possono e non si devono chiedere altri sacrifici ai soliti omegnesi. E prima di prendere qualsiasi drastica decisione bisognerebbe chiedere il parere e il permesso dei veri “proprietari” e azionisti del Madonna del Popolo: i cittadini.

I miei genitori ricordano ancora le trattenute in busta paga alla fine degli anni '60 e le varie iniziative che hanno coinvolto tutti per concorrere a costruire l'ospedale. E se qualcuno dice che è storia antica, mi permetto di ricordare che la memoria storica è un valore assoluto. Quindi, dopo aver tolto tanto è il momento di restituire altrettanto!

Pronto Soccorso e ospedale andrebbero addirittura potenziati, perché al di là delle logiche politiche, tecniche ed economiche, questo territorio se lo merita!    

Augusto Quaretta

ex presidente Conferenza dei Sindaci ASL VCO

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