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pareti fabrizio
OMEGNA – 16.03.2016 – (f.f.) – La discoteca Kelly

di Omegna chiude i battenti. Ancora pochi giorni e con marzo calerà il sipario sul dancing cusiano, all’interno del quale si ballava da undici anni dopo che l’esercizio aveva aperto come discopub. A annunciare la fine dell’attività è l’attuale gestore, Fabrizio Pasquali – in arte Pareti – colui che l’ha mandata avanti negli ultimi undici anni.

Da quanti anni dura la sua avventura con Kelly  Disco e come è iniziata?

Da undici anni ed iniziata con non poche difficoltà, dovute soprattutto al fatto che fino ad allora il Kelly era molto più pub che discoteca. Quando contattavo gli artisti e mi chiedevano “quali altri artisti avete ospitato?”. Non era sempre facile rispondere. Per fortuna il percorso musicale del

Kelly Disco è andato poi sempre in crescendo.

In questi undici anni ci saranno state molte gratificazioni, successi, aneddoti e storie da raccontare. Ce ne racconti una che ricordi in particolar modo.

Ci sono molte gratificazioni, anche grazie agli artisti di caratura internazionale che abbiamo proposto in questi anni, da Joe T Vannelli fino ai Crookers. Però ricordo, in particolar modo, una serata di qualche anno fa in cui l’ospite era Rocco Siffredi. Mi colpì molto la sua professionalità e la sua dedizione al pubblico. Quella sera la sua presenza era prevista in sei locali della regione, in orari diversi ovviamente. Nello spostamento verso il Kelly Disco, con arrivo previsto per l’1:30, accumulò un forte ritardo dovuto alla nebbia e alla pioggia. Finalmente arrivò all’ingresso, lo accolsi, mi presentai. Lui si scusò per il ritardo, si presentò frettolosamente, sia a me che ai miei collaboratori, e disse: “scusate la fretta, più tardi ci conosceremo meglio, adesso però devo andare dal pubblico, non è professionale farlo aspettare”. In quel momento la sua unica preoccupazione era di rimediare in qualche modo al suo ritardo, la sua unica priorità era il pubblico. Ho sempre apprezzato quel tipo di professionalità.

Com’è cambiata la musica in questi undici anni?

Per quanto riguarda l’house e l’elettronica mi permetto di parlare anche in veste di produttore. C’è stata sì un’evoluzione, ma fatta più di quantità che di qualità, ormai chiunque può fare musica anche dalla scrivania di casa sua ed è sempre più difficile riuscire ad ascoltare qualcosa di veramente innovativo.

Come sono cambiate le persone che vanno in discoteca?

Sono cambiate in base alla musica ma soprattutto alle leggi. La gente ha paura di spostarsi in auto nelle serate del fine settimana. Premetto che sono d’accordo con il controllo severo e capillare sulle strade da parte delle forze dell’ordine, anzi, fosse per me, per poter guidare, l’etilometro dovrebbe segnare 0,0. Questo perché in tanti anni ho visto molti amici essere vittima del binomio alcool e strada. D’altra parte sono convinto che  le istituzioni e i privati debbano mettere a disposizione metodi alternativi per lo spostamento delle persone che vogliono passare una serata in discoteca, come ad esempio corse notturne dei mezzi pubblici oppure servizio taxi a prezzi ridotti. Il divieto va bene, ma senza un’alternativa diventa proibizionismo.

Che progetti hai per il futuro?

Per adesso penso solo a quest’ultimo mese di programmazione del Kelly Disco poi si vedrà. Avremo sabato 19 marzo “La vostra febbre del sabato sera”, il 23 marzo “Last school party” e il 25 marzo la chiusura con “Yaya”. Sul futuro non mi pronuncio, come spesso dico alla fine delle serate: “questa è un’altalena”.

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