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grieco pino
OMEGNA – 04.03.2016 – La sua nomina

era stata accompagnata dalle polemiche e dall’attacco politico della Lega Nord. Giuseppe Grieco come presidente del collegio dei revisori dell’Asl Vco era – secondo il Carroccio – inopportuno perché coinvolto nella vicenda della “firmopoli” verbanese (ha patteggiato 5 mesi e 20 giorni per aver autenticato firme raccolte non in sua presenza alle elezioni comunali del 2014). Ora questa inopportunità è diventata qualcosa di più perché in Consiglio regionale, portata proprio dalla leghista Gianna Gancia, è arrivata l’interpellanza alla quale l’assessore piemontese alla Sanità Antonio Saitta ha risposto rivelando che nel presentare la propria candidatura (poi approvata dal Consiglio regionale e ratificata, con la nomina del direttore generale Giovanni Caruso) ha omesso di dichiarare che era indagato. Il patteggiamento concordato da Grieco con la Procura, inferiore ai sei mesi di condanna, non fa scattare alcuna sospensione, ma resta la questione “morale” come la chiamano i leghisti verbanesi Roberto De Magistris e Stefania Minore, coloro che avevano sollevato la questione e che ora, chiedendosi “che cosa intendono fare Regione, Asl e Pd” stanno alla finestra per vedere se quella dichiarazione non corretta possa originare un’altra inchiesta.

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