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aula tribu
GRAVELLONA T. – 05.02.2016 – Per tre volte, 

nel 2014, non è stato trovato dalla polizia che effettuava un controllo nella sua abitazione di Gravellona Toce. Adem Meta, uomo di nazionalità kosovara residente nel Cusio, oggi si trova in carcere per scontare un’altra pena, ma all’inizio del 2014 era a casa, sottoposto ai domiciliari. Il 24 gennaio, il 3 febbraio e il 4 maggio uomini della questura del Vco gli suonarono il citofono in orario mattutino – alle 8,40, 8,15 e 9,50 – per verificare che rispettasse gli obblighi disposti dal tribunae, ma non lo trovarono e, per questo, inoltrarono la denuncia di evasione alla Procura. Oggi Meta, difeso dall’avvocato Elisabetta Francina, è stato processato e condannato a 6 mesi (il pm Anna Maria Rossi ne aveva chiesti 8). La sua tesi difensiva, di non aver sentito il citofono perché dormiva – il suo legale, che ha chiesto l’assoluzione, ha anche contestato i controlli perché gli ultimi due verbali sono praticamente quasi identici – non è stata accolta dal giudice Rosa Mara Fornelli, che l’ha condannato. 

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