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OMEGNA - 04.12.2015 - Decollato il 12 ottobre, 

per volontà del quartiere Omegna Centro in collaborazione con il Comune e la cooperativa Azzurra, il pedibus accompagna gli alunni sino all'istituto comprensivo di via De Amicis. Un obiettivo è la riduzione del traffico veicolare, un altro è far conoscere ai bambini le vie e la storia della città. Il tragitto che porta a scuola, infatti, vede gli accompagnatori, tra i quali genitori, volontari e richiedenti asilo, impegnati a interagire nei confronti degli allievi che hanno la possibilità di socializzare sia tra loro che con gli adulti. Partendo da una delle figure più note della città di Omegna, Gianni Rodari, il percorso che porta fino in classe diventa un luogo magico e incantato dove i ragazzi viaggiano con la fantasia creando mondi che nascono dalla loro immaginazione. "Al nostro pedibus - racconta il presidente del rione Alessandra Cuoretti - è stato dato il nome “Storie a piedi (senza) automobile”, omaggio a un racconto scritto da Rodari: “Storie a piedi e in automobile”. Ciò perché inventiamo con i giovanissimi studenti ogni giorno una storia diversa prendendo spunto dall’ambiente che ci circonda»" Tenendo per mano una corda, i bambini camminano ordinati creando una vera e propria cordata, aperta e chiusa da volontari che vigilano per tutto l'itinerario. "Ci piace pensare - continua - al gruppo proprio come una cordata che si muove insieme verso la scuola proprio come fanno gli alpinisti mentre scalano la vetta di una montagna". “Storie a piedi (senza) automobile” è formata da due linee. Una chiamata “Freccia azzurra” e l'altra “Piccoli vagabondi”, sempre in onore a Rodari e a due suoi racconti. Il tragitto della “Freccia azzurra” prende il via, alle 8.10, dal monumento ai caduti di via Garibaldi e, passando per le vie del centro storico, costeggia la Nigoglia, il torrente tanto caro agli omegnesi che si caratterizza per il suo scorrere verso nord. La linea “Piccoli vagabondi” parte da piazza Nobile De Toma, anch'essa alle 8.10, e percorrendo via Fratelli di Dio, transita sotto quello che da molti è considerato il vero ingresso della città: il caratteristico ponte di ferro sul quale passa il treno che affascina gli alunni. In prossimità della scuola le due linee si uniscono e, diventando un'unica “cordata”, affrontano gli ultimi cento metri arrivando in classe al suono della campanella. All'uscita, alle 16, la linea “Piccoli vagabondi” ritorna al capolinea sotto gli occhi vigili del “nonno pedibus”. L’iniziativa, che sta di volta in volta aggiungendo bambini che vi prendono parte, è apprezzata anche dall'amministrazione. L'assessore all’Istruzione, Christian Scatamacchia, dice: "Credo che per i ragazzi sia un progetto educativo importante, perché interessa più aspetti: ambientali, socio-relazionali e motricità. In più imparano alcune nozioni di educazione civica e stradale. È una buona pratica che in diverse città ha funzionato e che spero possa perdurare anche a Omegna".

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