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saitta antonio
BORGOMANERO - 15.11.2015 - Niente fioretto nella replica

dell'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ai sindaci dei comuni dell'Alto Novarese: "Boicottare il piano di assistenza territoriale non aiuta a difendere l'ospedale di Borgomanero e, anzi, rischia di compromettere impegni già assunti. Il Pat è uno strumento indispensabile per dare gambe a tutta una serie di azioni sulle quali ci eravamo impegnati. Un esempio è l'avvio dell'hospice ad Arona. Non voglio credere che si voglia compromettere tutto questo in nome di rivendicazioni localistiche".

Intanto a inizio dicembre si terrà un incontro in Regione. "Nulla è cambiato - aggiunge - rispetto alla programmazione approvata a novembre 2014 e recepita dal tavolo ministeriale romano come passaggio indispensabile per portare il Piemonte fuori dal piano di rientro del debito sanitario. Mi appello allora al senso istituzionale degli amministratori per chiedere di non confondere la questione dei posti letto del “Santissima Trinità” con la grande scommessa che tutti siamo chiamati a compiere per avviare dal 2016 la rete di assistenza territoriale. Non approvare il Pat che l'Asl di Novara ha costruito proprio con il coinvolgimento degli enti locali, come segnale politico per ottenere più posti letto a Borgomanero o la revisione della quota capitaria, è un metodo poco corretto nella forma, ma soprattutto nella sostanza". Saitta evidenzia inoltre che proprio relativamente alla quota capitaria solo nel 2016 potrà "fornire risposte certe e concrete a chi da più tempo si comporta bene. In ogni caso se a fine novembre avremo conseguito il grande risultato di cancellare cinque anni di piano di rientro, potremo insieme ai sindaci prospettare azioni di sviluppo nel prossimo futuro, ma nel frattempo rinnovo l’invito a proseguire il lavoro indispensabile sulla rete di assistenza territoriale: bloccare il piano sarebbe un’operazione contraria agli interessi dei cittadini. Farebbe prevalere la visione “ospedalocentrica” a scapito del potenziamento di servizi quali assistenza e diagnostica domiciliare e continuità assistenziale".

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